2_DSC09010ttmmr









Fattoria Mancini, Pesaro (PU)










  "Fare ancora quello che non funziona, non funziona." 
     N. Branden

Le aziende vitivinicole hanno la necessità di cambiare il loro punto di vista sulla gestione del loro patrimonio viticolo. Le spietate leggi del mercato odierne sembrano avere un'unica meta che è quella di produrre vino al minor costo possibile il che rappresenta senz'altro una guerra persa in partenza poichè nel mercato mondiale si produce vino, e si continuerà a farlo, a prezzi molto più competitivi di quanto possano fare le aziende italiane ed europee che producono vini di territorio.
È senz'altro necessario ridurre i costi di produzione, soprattutto eliminando le pratiche inutili, tuttavia non è solo questa la prospettiva da perseguire, pena la perdita dei mercati così faticosamente conquistati.
Una domanda aleggia nel mondo dei viticoltori: c'è futuro per i vini di terroir in questo sistema di mercato globale intossicato dall'apparenza e dall'imitazione a basso costo?
Noi riteniamo di si, ma occorre rivalutare in modo intelligente e competente il "genus loci" dei vini prodotti dai vignaioli di filiera, per permettergli di proporre in modo convincente le loro peculiarità.
In questa ottica proponiamo un percorso di riappropriazione del vigneto mirato a una gestione più propriamente "agricola e sostenibile" del sistema, il più possibile rispettoso dell'ambiente e soprattutto del capitale terra.
I punti cardine di questo progetto, personalizzabile per ciascuna unità produttiva, sono:

1 - valorizzazione del suolo attraverso adeguate pratiche conservative del terreno aventi come obiettivo principale la rinascita e la conservazione della sua fertilità e la sua protezione;

2 - trasformazione del vigneto in un ecosistema bilanciato con tutte le positive conseguenze che questo approccio determina: piante più equilibrate, più sane e più resistenti alle avversità ambientali e biotiche; equilibrio tra le popolazioni dell’entomofauna.

3 - razionalizzazione degli interventi di difesa con riduzione o eliminazione totale dei fitofarmaci di sintesi nel caso della gestione organica.

4 - valutazione dei reali potenziali produttivi per pianificare al meglio gli investimenti aziendali.

Così la nostra opera è volta a valorizzare l'insieme unico, ma complesso, che vede la pianta rispondere all'attività umana e all'umore del tempo, nel rispetto delle finalità qualitative alle quali amiamo contribuire.

Tutto questo è il nostro lavoro: empatia, cultura, approccio etico e capacità tecnica.

In due parole: emozione e ragione.

Site Map