Droni senza ali

È forse arrivato il tempo dei robot in vigna? Proponiamo qui un nostro recente articolo apparso su Millevigne, nel quale abbiamo provato a dare una panoramica sulle applicazioni più avveniristiche della robotica in viticoltura.

Negli ultimi anni strane creature sono state viste aggirarsi nei vigneti, ma almeno stavolta, per fortuna, si tratta solo di applicazioni tecnologiche di elevata complessità che potrebbero però imprimere una svolta efficiente al nostro “piccolo mondo antico” fatto di scarpe grosse e, spesso, di cervello fino.

La tecnologia può essere indubbiamente di grande aiuto nelle attività umane più faticose e meno inerenti la proattività, un ambito senz’altro più appagante perché maggiormente legato all’intelletto, all’organizzazione del lavoro ed alla programmazione piuttosto che alla semplice manualità.

Anche queste tecnologie molto avanzate di cui trattiamo fanno parte di quella che viene comunemente chiamata “agricoltura di precisione”

L’agricoltura di precisione o precision farming è un sistema integrato di informazione che ha come obiettivi principali:

  • l’aumento della produttività sito-specifica, quindi dell’efficienza produttiva e non ultima della redditività colturale;
  • la riduzione dell’impatto ambientale.

L’utilizzo di dispositivi intelligenti in viticoltura è ormai una realtà ed ha visto un notevole incremento di usi possibili, in una prima fase come agevolatori delle operazioni umane, adesso come macchine autonome capaci di sopperire all’attività dell’uomo.

Ci siamo soffermati su alcune realizzazioni che hanno secondo noi un maggiore potenziale.

Un’applicazione riguarda la potatura automatizzata del vigneto per mezzo di robot che viene realizzata per mezzo di fotocamere sofisticate in grado di produrre modelli a 3D che permettono al robot di scegliere cosa e dove tagliare.

A fronte di questo tipo di macchine molto specializzate ne esistono altre più duttili, che oltre a potare sono in grado di monitorare lo stato di salute della pianta per mezzo di sistemi semi-automatici, mossi da motori elettrici alimentati da batterie e pannelli solari, perfettamente coerenti con l’obiettivo della riduzione dell’impatto ambientale.

Altre operazioni colturali molto impegnative da un punto di vista umano sono le lavorazioni sul filare e la distribuzione di trattamenti antiparassitari. Anche in questo caso la ricerca scientifica e l’intraprendenza di tante aziende europee e americane, hanno permesso di produrre macchine già operative capaci di effettuare autonomamente il diserbo meccanico, la lavorazione del terreno sotto la fila e distribuzione di trattamenti antiparassitari e di concimi, il tutto senza sosta H24..

La ricerca italiana, inoltre, ha messo a punto una macchina che permette in modo autonomo di acquisire una notevole mole di informazioni gestibili successivamente dagli agronomi; questi parametri vanno dal contenuto in antociani delle uve, allo stress idrico, al contenuto in azoto delle foglie, tutte informazioni  utili per la definizione del momento di vendemmia o per monitorare lo stato vegetativo del vigneto e definire il diverso potenziale produttivo delle singole piante o di intere zone del vigneto.

Ci sembra molto centrata questa definizione del Prof. Attilio Scienza che citiamo testualmente: “La viticoltura di precisione rappresenta il ritorno al rapporto personale uomo-pianta con gli strumenti offerti dal progresso scientifico”.

Non ci sentiamo di aggiungere nient’altro a quest’ottima sintesi, se non che è davvero arrivato il tempo di una nuova veste più tecnologicamente evoluta del viticoltore.

Articolo apparso su Millevigne: https://millevigne.it/index.php/tematiche/viticoltura/330-droni-senza-ali

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