Difesa biologica contro i marciumi del grappolo. Parte 2

Ecco la seconda metà di un nostro articolo pubblicato sul numero 3/2017 del magazine Millevigne e dedicato alla difesa biologica contro i marciumi del grappolo.

INCREMENTO DELLA RESISTENZA MECCANICA DELLE BUCCE

La resistenza meccanica delle bucce è determinata da due fattori: lo spessore degli strati cellulari di cui sono costituite le bucce e la resistenza meccanica intrinseca dei tessuti legata allo stato delle pectine presenti.

il rame resta uno dei mezzi più semplici ed efficaci da sempre utilizzati per aumentare la resistenza delle bucce, stimolando la formazione di un maggiore numero di strati cellulari. Questo principio attivo deve essere utilizzato con cognizione di causa perché può produrre necrosi sulla superficie degli acini se utilizzato in modo errato.

il calcio è un mezzo tecnico molto efficace quando viene reso disponibile alla pianta a partire dal termine della divisione cellulare fino alle successive fasi di distensione ed inizio invaiatura. La sua azione di catione bivalente favorisce il legame tra le pectine ricche di cariche negative contenute nelle pareti cellulari della buccia e ne consolida il reticolo intracellulare, aumentando la resistenza meccanica delle bucce nel tempo. infine, l’utilizzo di alcuni prodotti nutrizionali generalmente indicati come induttori di resistenza agli stress biotici ed abiotici, formulati a base di amminoacidi e polisaccaridi, si è spesso dimostrato utile non solo per favorire il metabolismo della pianta, ma anche indirettamente per favorire la costituzione di bucce caratterizzate da un maggior numero di strati cellulari, più resistenti e più ricche di sostanze nobili.

LOTTA RIVOLTA ALLA FLORA MICROBICA CAUSA DEI MARCIUMI E ALL’AZIONE DEGLI ARTROPODI CHE NE FAVORISCONO L’INSEDIAMENTO

L’insediamento dei marciumi è spesso anticipato da forti infezioni di oidio, una patologia che spesso apre le porte ai marciumi del grappolo a causa delle lesioni meccaniche sugli acini. La lotta a questo patogeno passa da tutte le pratiche agronomiche ricordate oltre che da un'attenta valutazione della pressione infettiva e da una razionale difesa antioidica.

l marciumi del grappolo sono da ascriversi nella maggior parte dei casi al marciume acido ed alla muffa grigia, rispettivamente operati da batteri acetici e da Botrytis cinerea. Altri funghi patogeni importanti coinvolti nei marciumi sono del genere Aspergillus nigrum e Penicillum Spp., rispettivamente causa della presenza nei vini delle pericolose ocratossine e della geosmina. Pur non sottovalutando la pericolosità di questi funghi, occorre tuttavia riconoscere che la loro presenza è favorita dai metaboliti della Botrytis cinerea che resta quindi il principale target nella difesa contro le muffe dei grappoli. 

I batteri acetici che causano il marciume acido sono diffusi dalla Drosophila melanogaster, il comune moscerino dell’aceto, e dalla Drosophila suzukii, il temibile moscerino asiatico ormai endemico in molte aree vitate italiane. Questi insetti sono richiamati dalla presenza di essudati zuccherini delle uve su cui si instaurano fenomeni spontanei di fermentazioni alcoliche ed acetiche. La migliore difesa verso questo tipo di marciume resta quindi vincolata alla prevenzione delle lesioni meccaniche. 

Tuttavia, non essendo possibile escludere del tutto le lesioni soprattutto in annate molto umide foriere di accrescimenti incontrollati degli acini, occorre tenere presenti alcuni accorgimenti di prevenzione e lotta nei confronti dei moscerini, tra i quali la D. suzukii rappresenta senz’altro il peggiore moltiplicatore di marciumi a causa sia della sua capacità di ovideporre direttamente all’interno della polpa sia della rapida successione delle sue generazioni.

L’uso di bentonite in polvere aiuta a disidratare i focolai di marciume acido e a rendere meno efficiente l’assorbimento del velo d’acqua esterno agli acini, causa primaria del loro rigonfiamento nelle fasi di maturazione.

Oltre al piretro naturale e allo Spinosad, che se utilizzati rispettivamente contro le cicaline e contro la terza generazione della tignoletta hanno un certo effetto contro le Drosophile, i moscerini possono essere efficacemente controllati per mezzo di semplici trappole a cattura massale, opportunamente attivate con esche specifiche di facile reperibilità in commercio ed eventualmente addizionate con insetticidi autorizzati in agricoltura biologica per l’uso in trappole tra i quali anche alcuni piretroidi di sintesi come Deltametrina.

Infine, alcuni prodotti commerciali a base di microrganismi regolarmente autorizzati in agricoltura biologica contro i marciumi hanno mostrato un’ottima efficacia anche nei confronti dello sviluppo dei batteri acetici.

Tra i prodotti registrati come agrofarmaci biologici contro la Botrytis cinerea troviamo un’ampia gamma i di microrganismi: Bacillus subtilis, Bacillus amyloliquefaciens sottospecie plantarum ceppo D747, Aerobasidium pullulans e di recentissima registrazione (autorizzazione minesteriale n.16654 del 21-07-2017) anche Pythium oligandrum.

Inoltre, anche l’olio di arancio dolce sembra mostrare una buona efficacia collaterale anche contro Botrytis cinerea oltre che contro l’oidio, il principale target contro cui è registrato, agendo con meccanismo simile basato sulla disidratazione delle ife.

Infine, ancora tra gli agrofarmaci autorizzati in viticoltura biologica contro la muffa grigia ricordiamo il Bicarbonato di potassio che agisce sostanzialmente variando la pressione osmotica, disidratando le ife del fungo e facendo collassare le spore, oltre che innalzando il pH e rilasciando anioni bicarbonato.

La lotta alle tignole della vite è un altro dei principali aspetti da considerare nella prevenzione contro marciumi. La confusione sessuale è ormai molto diffusa e decisamente efficace nel ridurre i rischi di infestazioni da Lobesia botrana. Inoltre Bacillus thuringiensis e Spinosad rappresentano gli insetticidi chiave nella lotta alle tignole, secondo i protocolli del biologico, spesso adottati anche in lotta integrata.

In questi ultimi tempi si va allargando l’utilizzo di prodotti “non convenzionali” fìnalizzati a ridurre l’utilizzo di rame in viticoltura. Alcuni tra questi sono ascrivibili al gruppo delle zeoliti, attivate o meno, che in relazione alla loro struttura, cubica o a fogli lisci, possono rendere la superficie degli acini più o meno inospitale per le ovideposizioni delle tignole.

Da tempo, inoltre, stiamo affrontando i marciumi all’interno di un sistema agro-ecologico integrato: l’utilizzo di consorzi antagonisti microbici, capaci di occupare velocemente tutti gli spazi vitali degli agenti di marciumi, è oggi possibile e foriero di risultati positivi.

CONCLUSIONI

In una visione olistica che è alla base di una sana viticoltura, la difesa non è mai separata dall’adozione di corrette pratiche agronomiche. In quest’ottica siamo portati a raccomandare ai tecnici di campo di fare gli agronomi a tutto tondo, non solo i fìtopatologi.

I marciumi del grappolo sono in questo senso un ambito dove è massima la complementarietà tra l’uso di fungicidi ed insetticidi e le corrette applicazioni e tempistiche della gestione della chioma e della nutrizione vegetale. 

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