LA TERRITORIALITÀ DEI VINI AI TEMPI DEL COVID-19 (E NON SOLO) – PARTE PRIMA

Mag 12, 2020

La legatura dei capi a frutto è appena terminata in questa annata fenologicamente molto anticipata.

In alternativa i più moderni legacci di varia natura (pvc, metallo, ecc.) la legatura su piccoli appezzamenti può essere ancora realizzata con materiali e tecniche tradizionali quali i “salci”, certamente un lavoro più lungo e dalle connotazioni rustiche, ma ecologicamente sostenibile e con un fascino antico.

I vini di territorio in questi tempi di pandemia sono quelli che stanno soffrendo maggiormente gli effetti della crisi del canale Ho.Re.Ca., ma sono i nostri vini migliori. Oltre ad essere l’orgoglio delle produzioni enologiche italiane, rappresentano un patrimonio fondamentale del sistema produttivo vitivinicolo italiano di qualità.

E allora parliamo di territorialità

Torneranno i vini primi della classe. Torneranno anche perché molti già ne sentono nostalgia.

E noi per primi non ce ne possiamo dimenticare. Anzi, proprio in questo momento di fragilità dei nostri vini e produttori preferiti, desideriamo rimettere a fuoco sia le caratteristiche dei territori vocati sia la grande competenza umana necessaria per produrre fino dal vigneto questi vini memorabili, territoriali e spesso identitari del viticoltore.

Infatti, è nei grandi territori viticoli che sono sovente annidati i grandi maestri di vigna.